La sua fantasia, il suo modo di "curare" la palla, e la danza in punta di piedi sul campo. Questo è Andrea Pirlo che dopo l'ultima sfida dei suoi New York Fc ha deciso di appendere le scarpette al chiodo.
Per noi Andrea da Brescia aveva già lasciato il calcio una volta dato l' addio a Juventus e Nazionale ma ufficialmente da oggi non è più un calciatore.
L'INTER
Cresciuto calcisticamente nel Brescia mostrò subito di essere un talento come pochi, così giovanissimo Massimo Moratti decise di portarlo all'Inter.
Il presidente nerazzurro era innamorato di questo tipo di calciatori, lo nomina il "Nuovo Baggio", e proprio con il suo idolo gioca nell'Inter mostrando sprazzi di autentico fuoriclasse.
IL BRESCIA
Gli anni confusi dell'Inter non aiutano il giovane talento bresciano, così nella stagione 1999/00 i nerazzurri decidono di prestarlo alla Reggina prima e l'anno seguente al suo nido familiare: il Brescia.
Qui ritrova Roberto Baggio, ma soprattutto trova la genialata di Carletto Mazzone che lo posiziona in una zona del campo mai pensata, regista davanti alla difesa, così da poter sfruttare la fantasia sua e quella di Baggio assieme. "Apriti Cielo!", Mazzone trova la fortuna di Andreino.
IL MILAN e LA NAZIONALE
Sulla panchina della Juventus di quella partita c'è Carlo Ancelotti, e quel gol di Baggio su quell'assist di Pirlo è probabilmente l'episodio che gli fa perdere la panchina bianconera oltrechè lo scudetto. Ma forse quell'assist e quel gol sono stati la fortuna di Ancelotti.
L'Inter decide di non contare su Pirlo e lo cede al Milan che lo chiede come vice Rui Costa.
Fatih Terim, allenatore dei rossoneri, non prende in considerazione il ruolo nuovo del giovane centrocampista bresciano, per l'allenatore turco lui è il vice-Rui Costa.
A Novembre una non esaltante partenza fa esonerare Terim, al suo posto proprio Carlo Ancelotti che è quasi costretto a far giocare Pirlo trequartista visto l'infortunio lungo di Rui Costa.
Al rientro del portoghese Carletto ripensa a come poter sfruttare il bresciano, così confrontandosi ripiega per riproporlo davanti alla difesa. Da qui comincia l'epopea della squadra rossonera, una nuova era. Da lì in poi diventerà indispensabile nel centrocampo a rombo, anche con la Nazionale Italiana.
2 Champions League
1 Mondiale per Club
2 Supercoppe Europee
2 Scudetti
1 Supercoppa Italiana
1 Coppa Italia
e soprattutto nel 2006 conquista da protagonista la COPPA DEL MONDO.
LA JUVENTUS
LA JUVENTUS
Nella stagione 2010/11 al Milan arriva a sedersi sulla panchina Massimiliano Allegri, l'idea del tecnico Livornese è quella di un centrocampo più cinico, per questo motivo sposta Pirlo sulla destra in una zona del campo non totalmente compiacente al fantasista.
Al termine della stagione decide di dire "sì" alla proposta della Juventus e il Milan è quasi convinto di fare la cosa giusta, a parametro zero.
A Torino si compie la rinascita del talento bresciano, trascinatore del primo scudetto dell'era Conte e non solo.
Concluderà la sua carriera bianconera con la finale di Berlino in Champions. Lì dove si era consacrato con la Nazionale decide di lasciare il calcio che conta.
Si trasferice in America, ma per noi lì è finita la storia di uno dei danzatori della palla.

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