Un imprevisto che non si era messo in conto, Daniel Alves dopo solo una
stagione all'ombra della Mole ha risolto il suo contratto con la Juventus.
La prima dichiarazione che ha messo in allarme i bianconeri è stata quella
fatta in un programma Brasiliano, come soggetto Paulo Dybala. «Paulo ha
delle doti straordinarie, ma se vuole crescere deve andarsene dalla
Juventus». Una frecciata che ha indirizzato tutti alla finale del 3 giugno
2017 quando il giocatore argentino ha fornito una prestazione al di sotto
delle aspettative. Da qui sono uscite indiscrezioni a riguardo cose
accadute nello spogliatoio bianconero, prontamente smentite da Bonucci e
Marotta.
Ma andiamo per ordine. Alves è sempre stato un giocatore atipico , al Barca
ha sempre fatto quello che ha voluto, dal look fino alle giocate in campo e
i 27 trofei conquistati su 31 gli hanno dato ragione. Arrivato a Torino si
è trovato in uno stile diverso , completamente. In primis Massimiliano
Allegri non è amante delle giocate, più volte criticate al brasiliano , e
sostenitore del gioco concreto.
Dani è sempre stato poco convinto di questa idea, fino a quando un tacito
accordo (vinciamo e poi fai ciò che vuoi) ha fatto accogliere il
compromesso all'ex blaugrana. Da quel momento è diventato il giocatore più
amato per qualità di gioco ed esperienza, unito ad un chiaro affezionamento
alla maglia bianconera.
Nella partita più importante il brasiliano non deve aver gradito la
concentrazione e la tensione dei suoi compagni, che con un fare discepolare
hanno imposto un "diktat"a tutti. E qui evidentemente nasce la crepa,
l'esterno ha sempre manifestato una bizzarra serenità anche in finali
importanti e nessuno gli è mai andato contro (vedi Berlino 2015). A
Cardiff invece sì, ed evidentemente la cosa ha spaccato lo spogliatoio tra
primo e secondo tempo. Da una parte gli alleati del "patto Allegri" (gli
italiani sostanzialmente ) fermi credenti di serietà , concentrazione e
difensivismo attento , dall'altra il giocoso e sereno Dani Alves che
spingeva per provare ad attaccare convinti. Con lui qualcuno era d'accordo
(Khedira, Dybala e Higuain su tutti) e altri tentennavano per capire da che
parte stare.
Quello che però è successo non lo sappiamo e forse non lo sapremo mai. Ma
che lì si sia rotta definitivamente l'armonia tra Alves e la Juventus è
plateale. Il giocatore brasiliano era convinto delle sue idee , consapevole
di aver ottenuto successi che la Juve non è mai riuscita ad avere , allo stesso
tempo però ha rovinato un patto.
Cosa succederà? Nessuno lo sa, quello che sappiamo è che la Juventus avrà
trovato un altro motivo di orgoglio per cercare di arrivare all'ennesima
finale Champions.
stagione all'ombra della Mole ha risolto il suo contratto con la Juventus.
La prima dichiarazione che ha messo in allarme i bianconeri è stata quella
fatta in un programma Brasiliano, come soggetto Paulo Dybala. «Paulo ha
delle doti straordinarie, ma se vuole crescere deve andarsene dalla
Juventus». Una frecciata che ha indirizzato tutti alla finale del 3 giugno
2017 quando il giocatore argentino ha fornito una prestazione al di sotto
delle aspettative. Da qui sono uscite indiscrezioni a riguardo cose
accadute nello spogliatoio bianconero, prontamente smentite da Bonucci e
Marotta.
Ma andiamo per ordine. Alves è sempre stato un giocatore atipico , al Barca
ha sempre fatto quello che ha voluto, dal look fino alle giocate in campo e
i 27 trofei conquistati su 31 gli hanno dato ragione. Arrivato a Torino si
è trovato in uno stile diverso , completamente. In primis Massimiliano
Allegri non è amante delle giocate, più volte criticate al brasiliano , e
sostenitore del gioco concreto.
Dani è sempre stato poco convinto di questa idea, fino a quando un tacito
accordo (vinciamo e poi fai ciò che vuoi) ha fatto accogliere il
compromesso all'ex blaugrana. Da quel momento è diventato il giocatore più
amato per qualità di gioco ed esperienza, unito ad un chiaro affezionamento
alla maglia bianconera.
Nella partita più importante il brasiliano non deve aver gradito la
concentrazione e la tensione dei suoi compagni, che con un fare discepolare
hanno imposto un "diktat"a tutti. E qui evidentemente nasce la crepa,
l'esterno ha sempre manifestato una bizzarra serenità anche in finali
importanti e nessuno gli è mai andato contro (vedi Berlino 2015). A
Cardiff invece sì, ed evidentemente la cosa ha spaccato lo spogliatoio tra
primo e secondo tempo. Da una parte gli alleati del "patto Allegri" (gli
italiani sostanzialmente ) fermi credenti di serietà , concentrazione e
difensivismo attento , dall'altra il giocoso e sereno Dani Alves che
spingeva per provare ad attaccare convinti. Con lui qualcuno era d'accordo
(Khedira, Dybala e Higuain su tutti) e altri tentennavano per capire da che
parte stare.
Quello che però è successo non lo sappiamo e forse non lo sapremo mai. Ma
che lì si sia rotta definitivamente l'armonia tra Alves e la Juventus è
plateale. Il giocatore brasiliano era convinto delle sue idee , consapevole
di aver ottenuto successi che la Juve non è mai riuscita ad avere , allo stesso
tempo però ha rovinato un patto.
Cosa succederà? Nessuno lo sa, quello che sappiamo è che la Juventus avrà
trovato un altro motivo di orgoglio per cercare di arrivare all'ennesima
finale Champions.

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