A molti tifosi questa data non dice nulla ma per quelli del Milan è indimenticabile.
Siamo alla vigilia dei mondiali americani, i rossoneri di Fabio Capello sono qualificati alla finale di Champions League dopo che in semifinale hanno fatto fuori il Monaco con un secco 3-0.
Dall'altra parte ci sono i "marziani" del Barcellona allenati dal mago Johann Cruyff, una squadra bella da vedere e difficile da battere, in quella stagione è indicata come colei che apre ad una nuova era del calcio.
Dal canto suo il Milan è una squadra cinica che non lascia nulla al suo destino, meno spettacolare di quella di Sacchi ma che grazie a giocatori come Savicevic e Boban riesce ad essere ancora fantasiosa e spettacolare.
L'avvicinamento alla finale non è semplice per i rossoneri che devono fare a meno di ben tre pedine fondamentali: Costacurta, Van Basten e capitan Baresi, senza escludere chi è fisicamente convalescente come Papin.
I blaugrana nelle interviste pre-partita cadono in una trappola importantissima di quando si affronta una squadra italiana, ostentano la loro supremazia. Voci di corridoio diranno che alcuni giocatori fecero delle foto con la coppa dalle grandi orecchie il giorno prima della partita, sicuri di vincerla.
Lo stesso Cruyff in conferenza stampa non nasconde la supremazia del suo Barca e annuncia la sfida tra il suo calcio spettacolo e il difensivismo all'Italiana.
Lo stadio Olimpico di Atene è pronto al calcio d'inizio, l'allenatore blaugrana non rinuncia appunto al suo calcio "champagne" e schiera una squadra offensiva attraverso un modulo 4-3-3 con Romario, Stoichkov e Tixiki in avanti.
Capello schiera una difesa inedita: Tassotti (Capitano), Panucci sulle fasce e Galli-Maldini centrali. In attacco Savicevic supporta la prima punta Massaro, per lui è l'esordio dall'inizio in una grande finale .
Il Barcellona prova subito ad affondare, ma dopo due incursioni i catalani vengono stoppati dai centrali Maldini-Galli.
Tra i rossoneri Savicevic fa proprio il "genio", si traveste da attaccante per fare tutti i ruoli, al 22' minuto si finge esterno, riceve palla , si invola verso il portiere Zubizarreta e con il destro serve Massaro libero sul secondo palo, 1-0 e Barcellona annichilito.
Il Barca prova a ricomporsi ma i giocatori di Capello fanno un pressing perentorio, quasi inaspettato. Al 2° minuto di recupero del primo tempo è Donadoni a incunearsi sulla fascia destra catalana, di esterno serve al centro ancora Massaro che raddoppia. Cruyff è ammutolito, sembra non trovare risorse per rimediare all'unodue del Milan.
Il secondo tempo lo dimostra subito, Albertini scodella in fascia verso Savicevic, il genio vince il contrasto con Nadal , vede Zubizarreta un po' fuori dai pali e con un pallonetto magistrale lo batte per il 3-0. Non ci sono parole per il modo di giocare del Milan, superiorità in ogni zona del campo, gli attaccanti del Barcellona non sanno nemmeno di che colore è la palla.
Come si fa a chiudere definitivamente una partita in 58 minuti? Ci pensa Marcel Desailly, centrocampista francese arrivato alla corte di "don" Fabio con mille dubbi, è lui che suggella con un tiro diagonale la vittoria della Coppa, 4-0.
Per tutti è la partita del secolo, quella che poteva essere la squadra della nuova era calcistica viene stroncata da un Milan spettacolare. 5a Coppa Campioni rossonera, la prima e l'ultima per Fabio Capello.
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