C'era una volta il Milan...

Il 2 Maggio del 2004 lo stadio San Siro era stracolmo , pronto per ospitare la "finale" scudetto tra Milan e Roma.
Quella era veramente una finale , la prima e la seconda del campionato a giocarsi tutto a due gare dal termine.
Ieri invece , a dodici anni di distanza, quello stesso stadio ha assistito all'ultima grande disfatta da tre anni a questa parte per i colori rossoneri.

In quel 2 Maggio di dodici anni fa il Milan diventò per la diciassettesima volta "Campione d'Italia", in una stagione a dir poco emozionante. Una squadra forte in ogni competizione, tra gli esperti e i tifosi è additato come il Milan più bello degli ultimi vent'anni. Se non fosse che qualche settimana prima si compì a La Coruna una delle "tragedie" rossonere più difficili da dimenticare, seconda solo alla finale di Istanbul.
Se non fosse stata per quella partita, che qualche giocatore definì "strana" (Pirlo), quella squadra avrebbe vinto tutto, eccezion fatta per la Coppa Italia che andò alla Lazio.

Ma come ormai capita da qualche stagione per il Milan rimangono solo i ricordi, e dodici anni sono tanti per potersi accontentare della nostalgia.
Il Milan è allo sbando, dalla società ai giocatori, probabilmente l'unico che stava riuscendo a tenere tutto aggrappato era il povero Sinisa Mijhailovic. Ha dato al Milan la mentalità che da un po' di tempo mancava, e aveva stabilito un ordine , "chi si impegna gioca!".

Il povero Christian Brocchi in pochissime giornate si è ritrovato a dover già vivere da separato in casa. Sembra chiaro  essere indispensabile una svolta societaria , e soprattutto di rosa.
Brocchi come Inzaghi non ha la colpa di non essere un buon allenatore, hanno avuto la sfortuna di allenare giocatori che sanno solo parlare e che pensano di essere già arrivati.

Il signor Berlusconi deve accettare questo momento, e deve anche accettare che la sua epopea è terminata, 30 anni sono tanti e una società ha il dovere di cambiare. Lo ha capito un certo Massimo Moratti che non ci ha pensato  due volte a cedere la squadra a Erik Thoir. 
Il Presidente ha detto che vuole aspettare la finale di Coppa Italia contro la Juve, come se quella inaspettata vittoria dovesse cambiare un'intera stagione oramai fallimentare.

E' vero, una partita secca può sempre dare stimoli diversi, ma ci sembra chiaro che la superiorità dei bianconeri è pressochè esemplare , l'unica fiammella per il Milan sarebbe potuta arrivare dalla continuità in panchina di mister Mijhailovic.
I despota però non cedono facilmente, il potere li logora, e questo potere negli ultimi 4 anni si è fatto sentire ad Arcore, un potere pieno di nulla.
Il trattamento riservato ad Allegri , prima ancora quello dato a Leonardo dopo che riportò gioco e fantasia al Meazza. Clarence Seedorf preso con la speranza che potesse ascoltare le scelte provenienti da Villa San Martino, e infine il "cucciolo" Inzaghi trattato come un burattino.

Lasciatemi spezzare una lancia nei confronti dell'Ad. Adriano Galliani, contestatissimo dalla tifoseria rossonera, quasi più del Presidente. 
L'amministratore delegato deve lasciare, questo è indubbio, ma le colpe non sono solo sue , i soldi sono arrivati quest'anno e in poco tempo è riuscito a prendere giocatori che fino al Giugno scorso erano speranza per tutte le squadre: Bacca e Luiz Adriano sono due "colpi" , hanno sempre fatto bene dove hanno giocato in passato , Bertolacci e Romagnoli erano seguiti da molte squadre dopo il campionato che avevano fatto a Genova.
Insomma Galliani è l'ultimo che dovrebbe chiedere scusa, o avreste lasciato il mercato a Barbara Berlusconi? Già perchè questo sarebbe stato lo scenario per Silvietto, via Galliani e carta bianca per Barbara.

Vi siete mai chiesti perchè giocatori come Maldini, Baresi, Costacurta, Tassotti non hanno mai avuto un ruolo manageriale importante? Perchè con la loro intelligenza avrebbero contrastato il potere, a differenza del dottor Galliani che fa ciò che si dice. 
Non più di un anno e mezzo fa l'AD rossonero aveva strappato il "si" di Maurizio Sarri, mancavano solo le faccende burocratiche, ma da Arcore è arrivato lo "stop, sono io che decido!".
Evidentemente Sinisa sembrava un allenatore da "Sissignore" e invece non è stato così, il 4-4-2 del tecnico serbo  è stata la dimostrazione.

Ora l'ultimo baluardo di questa storia tormentata è Christian Brocchi , un giovane allenatore che ha sicuramente delle idee straordinarie, molto "Sacchiane", ma per questa squadra sono troppo alte e soprattutto i "venti" soffiano sempre dal Presidente. 

Caro Silvio, i tuoi 30 anni sono stati indimenticabili, soprattutto i primi 25 , ora è tempo di cambiare , di lasciare, perchè solo le persone intelligenti sono in grado di fare svolte serie
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