MILAN BACK TO THE FUTURE ( 1996/97)

Non è difficile ricordare altri periodi difficili della squadra rossonera per chi ha quasi una trentina d'anni .
Nella stagione 1996/97 il Milan cambia volto, Fabio Capello dopo aver portato il 15o scudetto al club di Via Turati , il quarto in 5 anni, decide di provare un'esperienza imperdibile al Real Madrid, dove vincerà il suo primo titolo in terra iberica.
Il Milan decide di affidare la squadra all'uruguagio Oscar Washinghton Tabarez  che nella stagione precedente aveva ottenuto buoni risultati con il Cagliari.
I tifosi sono abbastanza ottimisti, la squadra rimane con un'ossatura importante: Rossi, Maldini, Baggio, Weah, Savicevic per fare alcuni nomi , e inoltre rinforza la rosa con giocatori promettenti come Edgar Davids proveniente dall'Ajax dei sogni e Cristophe Dugarry arrivato dal Bordeaux, squadra che l'anno precedente eliminò i rossoneri ai quarti di Coppa Uefa, proprio grazie ai gol dell'attaccante transalpino.

Tabarez si mostra sicuro di sè, ma alla prima prova importante, la Supercoppa Italiana, è sconfitto 2-1 in casa dalla Fiorentina di uno straripante Gabriel Batistuta. 


La squadra viaggia a corrente alternata sia in campionato che in Champions League. Alterna risultati straordinari a sconfitte dolorose.
La società comincia dopo tanti anni a pensare ad un cambio di panchina a stagione iniziata.
Così la partita decisiva per Tabarez diventa la trasferta di Piacenza nel Novembre del 1996.
Il Piacenza parte subito forte e nel primo tempo chiude il risultato sul 2-0 , il Garilli sembra l'ultima spiaggia per l'allenatore di Montevideo che nel secondo tempo decide di far entrare in campo il nuovo acquisto non ancora scoppiato , Dugarry.

Il francese sembra aver capito la lezione e dopo 20 minuti dalla ripresa riporta il Milan in parità con una doppietta.
Ma a due minuti dalla fine , un certo Pasquale Luiso detto "Il toro di Sora" , spegne definitivamente le speranze dell'allenatore rossonero di rimanere ancora saldo sulla panchina.




E' domenica , Mercoledì c'è la sfida importantissima per il passaggio del turno in Champions contro il Rosenborg. 
Potrebbe essere quella la partita per dare ancora una possibilità all'allenatore ex Cagliari ed invece Berlusconi decide improvvisamente di tornare al passato chiamando in panchina Arrigo Sacchi, colui che ha ridato al Milan una storia di successi.
Qualcuno si lamenta che l'allenatore emiliano non ha molto tempo per preparare e motivare la squadra in vista dell'importante impegno europeo, così Sacchi ha un giorno per fare le sue scelte e ha già una partita decisiva.
Il Rosenborg non sembra una squadra difficile, in Norvegia il Milan vinse 4-1 senza difficoltà ma nell'ultimo periodo c'è la sensazione che la squadra di Trondheim sia in netta ripresa.

Sacchi decide per una formazione con i giocatori più in forma del momento, tra cui Dugarry. 


Il triplice fischio  è il  finale della stagione per il Milan, quella è in pratica l'ultima speranza per pensare ad una svolta, e così Sacchi si ritrova condannato già dopo 36 ore di panchina. 
I giocatori sembrano completamente persi, gli acquisti sembrano assolutamente insensati come Vierchowood giocatore ormai a fine carriera. Da quel momento in poi sono solo disfatte in vista di una nuova stagione.
L'ultimo pessimo ricordo di questa stagione è il 6-1 inflitto dalla Juventus di Lippi a San Siro in un malinconico Aprile 1997.








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