Nona vittoria consecutiva in campionato , due punti dalla capolista Napoli e Ottavi di finale di Champions più equilibrati che mai. Queste sono solo alcuni dei motivi per cui la Juventus di Allegri riesce ancora ad incutere timore.
Rimembro ancora l'estate 2014 quando "Acciughina" è approdato in maniera assolutamente improvvisa e sconvolgente nel pianeta bianconero, l'accoglienza negativa dei tifosi , l'esultanza dei supporters avversari nel vedere un allenatore considerato ai più "insipido" sulla panchina della squadra più temuta d'Italia.
Continuavo a sentire i pareri di tutti come più che negativi: "ha la squadra di Conte" , "Non sa allenare", "vincerei anche io con quella squadra".
La vera forza del livornese è proprio questa, lasciarsi passare sopra ogni cosa, prendere con calma e determinazione il gruppo.
Il primo ricordo che ho di Massimiliano Allegri è di giocatore del Napoli nel 1997/98, una stagione tristissima per la squadra partenopea , retrocessa in serie B arrivando ultima in classifica. Lui era il leader e capitano di quella squadra che avrebbe potuto tranquillamente competere per un posto in Europa.
Qualche anno più tardi , esattamente il 2003 , lo ritrovai allo stadio "Paolo Mazza" di Ferrara come allenatore della Spal, da perfetto sconosciuto e anche lì poco valutato dagli addetti ai lavori, la società emiliana non passava un bel periodo e dopo qualche mese lo liquidò in grande stile.
Nonostante un inizio carriera da allenatore non esaltante entra nella cerchia di Massimo Cellino, presidente all'epoca di Cagliari e Sambenedettese.
Dopo una convincente stagione a Sassuolo nel 2007/08 , il presidente sardo lo promuove in Serie A, a Cagliari. Un ritorno al passato per Allegri che era stato uno dei giocatori di punta dei rossoblu negli anni '90.
Il Cagliari non parte bene in campionato, 5 partite e 5 sconfitte, ma la squadra gioca un bel calcio e di lì a poco diventa una delle sorprese più belle e convincenti del campionato vincendo partite che resteranno indelebili nella mente dei tifosi sardi.
Nonostante gli ottimi risultati della stagione 2008/09 e la salvezza assicurata nella stagione successiva Allegri viene esonerato nel 2010.
Nel breve periodo di inattività è corteggiato da molte società: Palermo, Lazio, Juventus e Milan. Sarà proprio quest'ultima a spuntarla per avere l'allenatore toscano.
Molta diffidenza anche dei tifosi rossoneri che avevano cominciato ad amare Leonardo e che ora si ritrovano un allenatore non ancora sbocciato e blasonato.
Il blasone se lo fa prorpio nella prima stagione rossonera , conquistando lo Scudetto, l'ultimo per ora del Milan, e vincendo subito all'inizio della stagione successiva la Supercoppa Italiana.
I tifosi non lo amano alla follia, lo apprezzano perchè comunque ha vinto, ma pensano che il merito sia soprattutto dei campioni in campo, uno su tutti Zlatan Ibrahimovic.
Allegri però nelle partite senza i suoi campioni ha dimostrato di saper far giocare bene la sua squadra e forse anche con un po' più di spettacolo, come dimostra la prima giornata 2010/11 contro il Lecce.
Il fatto che Allegri sia un ottimo allenatore (ognuno ha i suoi gusti) , lo si vede da come è riuscito a dare una buna impronta ai rossoneri nella prima stagione senza i big e i veterani, riuscendo comunque a conquistare un posto in Champions.
Alla Juventus sta dimostrando di essere molto stimato dallo spogliatoio, ormai i giocatori si sentono sicuri e contenti di avere un allenatore così.
Una squadra sa quando un allenatore non è capace sotto certi punti di vista, basta guardare quello che è accaduto a Palermo con Ballardini.
Una delle partite che mi ha convinto di più di Allegri alla Juventus è stata la doppia sfida di Champions nella semifinale con il Real Madrid.
Gestire una certa tensione non era capitata nemmeno a Conte, e lui è riuscito a dare serenità anche nello stadio dei campioni in carica.
Allegri non piace a molti, forse non è spettacolare , ma alla fine della fiera con i risultati alla mano ha sempre ragione lui.
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